Un gusto nuovo

A partire dall’ultimo decennio dell’Ottocento si diffondeva in Europa e negli Stati Uniti un gusto nuovo che toccava tutte le manifestazioni artistiche. Il movimento assunse nomi differenti nelle diverse aree geografiche in cui si impose: Art-Nouveau in Francia, Modern Style in Gran Bretagna, Liberty o Floreale in Italia, Jugendstil in Germania, Modernismo in Spagna, Secessionstil in Austria. Tutte definizioni che suggeriscono un senso di modernità e di giovinezza. Ed effettivamente il movimento voleva creare un linguaggio nuovo e un diverso approccio, più moderno e popolare, alla produzione e alla fruizione dell’opera d’arte. Si trattava di una tendenza a fare dell’arte un elemento fondamentale della vita quotidiana capace di trasformarla secondo i canoni di un ideale di carattere etico e culturale dando un’impronta di bellezza alla casa, alla vita, agli oggetti più familiari. Nel contempo voleva creare uno stile decorativo proprio dell’epoca nella quale si viveva rompendo con le imitazioni del passato, come il neo-classicismo, che avevano caratterizzato le precedenti epoche artistiche.

Il nome di Art Nouveau, il più usato, deriva da quello di un negozio aperto a Parigi nel Dicembre 1895 dall’industriale amburghese Siegfrid Bing, “La Maison de l’Art Nouveau” dove si vendevano oggetti d’arredamento, mobili, carte da parati e oggetti d’arte.

Ingresso della "Maison de l'Art nouveau" Rue de Provence, Paris 1895
Ingresso della “Maison de l’Art nouveau” Rue de Provence, Paris 1895

L’essenza dell’Art Nouveau è una linea, una estesa curva sinuosa che si trova in ogni design di questo stile. L’Art Nouveau rifiuta l’ordine della linea retta e dell’angolo retto a favore di un movimento più naturale. Questae linea, dette anche “a colpo di frusta”, particolarmente adatta a suggerire l’idea della forza vitale della natura, era utilizzata in descrizioni realistiche di forme naturali o in forme astratte che evocavano una vitalità organica,  Questa linea fluida e curva comunicava una sensazione di leggerezza ariosa, grazia e libertà. Si privilegiavano i motivi floreali, l’ispirarsi alla natura i cui elementi strutturali erano tradotti in linee eleganti, morbide e sinuose. Si preferivano le forme bidimensionali e si accostavano sapientemente i colori

Alfons Mucha, Frutta, 1897
Alfons Mucha, Frutta, 1897

Un elemento importante fu anche il fascino del Giappone: gioielli, arredi, ceramiche, abbigliamento riproposero gli elementi decorativi della tradizione nipponica della quale si apprezzavano le regole della prospettiva diverse da quelle rinascimentali, la bidimensionalità, il senso decorativo della linea, la stilizzazione.

L’Art Nouveau non era appannaggio di pochi operatori illuminati.  Il profondo interesse mostrato dal pubblico per le nuove tendenze dell’arte  fu alimentato  anche da un grande numero di nuove riviste e periodici dedicati a queste tendenze. Le fiere ed esposizioni internazionali caratteristiche della grande era dell’industrializzazione, a partire dalla Esposizione di Londra del 1851 ospitata nel Crystal Palace, divennero presto un elemento di promozone del commercio internazionale, in cui potevano essere esposti i prodotti del nuovo stile dell’arte decorativa.

L’esposizione universale di Parigi del 1900 e l’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna, svoltasi a Torino nel 1902, furono momenti fondamentali per l’affermazione di questo stile che coinvolse arredamento, pittura, grafica, design d’interni, design di utensili e oggettistica, abbigliamento, illuminazione, gioielleria, architettura, influenzando anche la letteratura.

 

Expo Parigi 1900 Grand Palais
Expo Parigi 1900 Grand Palais

Una delle maggiori influenze sull’Art Nouveau fu quella del movimento Simbolista che era iniziato nel 1880 in risposta al realismo ottico degli impressionisti. Scopo dei simbolisti era quello di superare la pura visività dell’impressionismo in senso spiritualistico cercando di recuperare nei loro quadri la spiritualità di tutto ciò che esiste nella realtà, ma non è direttamente visibile dall’occhio umano. In segno di protesta contro la crescente industrializzazione della società, si sipiravano alla leggenda, dalla letteratura, alla religione e persino all’occulto.

Ma la prima spinta al rinnovamento delle arti era partita dall’Inghilterra, per merito di John Ruskin, William Morris e altri rappresentanti del movimento Arts and Crafts (Arti e Mestieri), che ipotizzavano e realizzavano concretamente il connubio tra arte e industria. Sotto la spinta del movimento Arts and Crafts si sviluppò un rinnovato interesse per le arti minori (quelle decorative, del metallo, del legno e del tessuto)  e per l’artigianato visto come un modo per ridare dignità al lavoro manuale, dignità svilita dalla rivoluzione industriale.

Manifesto dell’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna, Torino 1902
Manifesto dell’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna, Torino 1902

 


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