Sistemi di governo e leggi elettorali in Europa e negli USA

In questo articolo apparso tempo fa nel sito web del gruppo facebook “Laboratorio della Sinistra” e successivamente nel sito web Radio Sentieri, si analizzano i sistemi di governo e le leggi elettorali  dei principali Paesi Europei con una appendice dedicata agli USA.

Spagna

La Spagna è una Monarchia parlamentare. Il potere legislativo è attribuito ad un Parlamento bicamerale. L’esecutivo è guidato dal Primo Ministro eletto dal Parlamento.
La Camera è composta da 350 deputati, eletti in 52 circoscrizioni di dimensioni diverse.  Esiste una soglia di sbarramento al 3%. Nelle circoscrizioni più piccole c’è una soglia di sbarramento virtuale in quanto occorrono molti voti per conquistare un seggio. Per esempio se i seggi attribuiti sono 10, per conquistare un seggio occorre, almeno in prima approssimazione, il 10 percento dei voti. Un vantaggio per i partiti maggiori viene dato dal sistema di ripartizione dei seggi, il cosiddetto Metodo D’Hondt, che  veniva usato anche nelle provinciali italiane e nel Maggiritario detto Mattarellum per eleggere i senatori.
 

Francia

La Francia è una Repubblica (semi) presidenziale. Il Presidente viene eletto direttamente dal popolo e deve nominare un Primo ministro e un governo.
L’assemblea legislativa viene eletta separatamente dal Presidente e di solito in una data diversa con sistema maggioritario a doppio turno. Il doppio turno scatta dove nessuno abbia superato il 50% dei voti. In ciascun collegio passano al secondo turno i candidati che abbiano superato il 12,5% degli aventi diritto al voto nel collegio. Per evitare che candidati della stessa area politica si danneggino a vicenda si possono sottoscrivere accordi di desistenza che diventano di solito alleanze parlamentari. Il Presidente non può essere sfiduciato dall’Assemblea ma può essere sfiduciato il Primo Ministro con il governo. Il Presidente può sciogliere l’Assemblea se gli sfiduciano il governo oppure può nominare un Primo Ministro tra i suoi oppositori.


Regno Unito

Il Regno Unito è una Monarchia parlamentare. Il potere legislativo spetta alla Camera dei Comuni (comuni nel senso di comuni cittadini), poi c’è la Camera dei Lord non elettiva (lo scrivo perché l’idea mi piace). Gli elettori scelgono un parlamentare per ciascun collegio con sistema maggioritario a turno unico. Il capo del partito che vince solitamente diventa Primo ministro ma questo deve avere il gradimento di Sua Maestà. Infatti il potere esecutivo, appartiene nominalmente alla Corona, anche se di fatto viene esercitato da un gabinetto presieduto dal premier, nominato dal sovrano di solito nella persona del leader del partito di maggioranza. Il governo è responsabile del suo operato di fronte al Parlamento. Non è frequente ma capita che ci sia bisgno di un governo di coalizione. Con il maggioritario a turno unico un partito potrebbe avere la maggioranza assoluta anche senza avere la maggioranza dei voti. Ma ogni parlamentare è scelto direttamente senza equivoci dagli elettori.

Olanda (Paesi Bassi)

Il potere esecutivo è affidato al governo, guidato dal primo ministro, che solitamente è il capo del partito (o della coalizione di partiti) che ha vinto le ultime elezioni.

Gli Stati Generali (Parlamento) esercitano il potere legislativo. Essi sono composti di due camere: la Camera bassa e la Camera alta (o Prima Camera, Eerste Kamer)

La Camera Bassa  è la più importante, ed è composta di 150 membri eletti con sistema proporzionale per termini di un massimo di 4 anni.


Danimarca

Nel Regno di Danimarca il Parlamento  è formato da 179 membri eletti ogni quattro anni. Di questi 179 membri, 135 sono eletti con sistema proporzionale in 17 circoscrizioni elettorali, mentre gli altri 40 sono spartiti in base al numero totale di voti ottenuti da ciascun partito.

Il Sovrano è il capo dello stato; egli nomina il primo ministro e approva la formazione del governo.


Svezia

La Svezia è una monarchia parlamentare. Il Primo ministro è capo del governo, che esercita il potere esecutivo. Il potere legislativo è esercitato dal Parlamento.

Il parlamento svedese (Riksdag) è monocamerale ed ha 349 membri, eletti dal popolo ogni 4 anni con sistema proporzionale; le sessioni si svolgono abitualmente da settembre a metà giugno.

L’iter legislativo può essere avviato dal governo o dai membri del Parlamento. Modifiche alla Costituzione possono essere fatte dal Riksdag con una maggioranza qualificata (cioè senza Verdini) e devono essere confermate da un referendum.


Norvegia

La Norvegia è una monarchia costituzionale in cui vige un sistema parlamentare di democrazia rappresentativa.

Il capo dello Stato è il Re.

Il potere esecutivo è esercitato dal Consiglio di Stato (o Consiglio del Re). Il gabinetto è  guidato dal Primo ministro, nominato dal Re e composto anche dai Ministri. Il potere legislativo è esercitato sia dal Governo che dal Parlamento (Storting), eletto tramite un sistema multipartitico e composto da 169 rappresentanti eletti ogni quattro anni dalle varie contee con un sistema proporzionale.


Finlandia

Repubblica democratica di tipo parlamentare, con un sistema multipartitico. Il potere esecutivo è principalmente affidato al governo, capeggiato dal Primo ministro o Ministro capo. Il Primo ministro e i ministri rispondono del proprio operato innanzi al Parlamento.

Il Parlamento è eletto con sistema  proporzionale.
 

Germania

La Germania è una repubblica federale parlamentare di sedici stati (Länder). La prima camera, il “Bundestag”, ha di base 600 deputati (il numero può variare come vedremo) che sono eletti dal popolo ogni 4 anni. Il Bundestag elegge il Cancelliere (il Bundestag non il popolo) che a sua volta sceglie i ministri. Il Bundestag può anche sfiduciare il Cancelliere e il suo governo, ma solo se contemporaneamente esiste una maggioranza per un nuovo Cancelliere (la famosa sfiducia costruttiva).

Fondamentalmente il sistema elettorale tedesco è proporzionale, perché con metodo proporzionale vengono calcolati i seggi spettanti a ciascun partito.  Ma c’è anche un’importante elemento maggioritario che lo completa.

Ogni elettore dispone di 2 voti. Con il primo vota per un candidato nel collegio uninominale, con il secondo vota per un partito. È possibile il voto disgiunto.

Con il secondo voto i cittadini decidono, in maniera proporzionale, le percentuali con cui i partiti saranno rappresentati nel prossimo parlamento. Con il primo voto scelgono il vincitore del loro collegio elettorale uninpminale.

Esiste una soglia di sbarramento del 5% che però non si applica ai vincitori dei collegi.

La Germania è suddivisa in 299collegi elettorali e i vincitori in questi collegi entrano direttamente in parlamento. Non è previsto il ballottaggio.

Gli altri parlamentari spettanti a ciascun partito per il calcolo proporzionale vengono scelti attraverso liste bloccate regionali definite a livello regionale dai rispettivi partiti.

Può capitare che un partito, per il calcolo prporzionale, abbia diritto ad un numero di deputati inferiore al numero dei collegi vinti. Ma poiché i vincitori dei collegi devono comunque entrare in Parlamento allora aumenta il numero complessivo dei parlamentari. Che infatti in questa legislatura sono 631 invece di 600.

I candidati nei collegi vengono scelti in una riunione di tutti i membri del partito a livello comunale con voto segreto senza interferenze degli organi nazionali dei partiti.

I candidati nelle liste regionali bloccate e il posto occupato nella lista sono definiti in riunioni di tutti i membri del partito a livello regionale con voto segreto.


Portogallo

Il Portogallo è una Repubblica semipresidenziale. Il Presidente della repubblica è direttamente eletto dal popolo ogni 5 anni e gode di limitati poteri esecutivi. Egli nomina e revoca il Primo Ministro e, su proposta di questo, i Ministri. Il Primo Ministro è capo del governo e deve ottenere la fiducia da parte dell’Assemblea della Repubblica composta da 230 membri rinnovati ogni 4 anni.

La legge elettorale del Portogallo è proporzionale. Non è prevista alcuna soglia esplicita di sbarramento. In realtà la dimensione dei collegi e il metodo d’Hondt, adottato  per l’attribuzione dei seggi, favorisce leggermente i partiti  più grandi a scapito dei più piccoli e di quelli che non hanno consensi omogenei su tutto il territorio nazionale.


Grecia

La Grecia è una Repubblica parlamentare.  Il Parlamento Ellenico  è un’istituzione monocamerale costituita da 300 deputati eletti a suffragio universale.

Il sistema elettorale,  impiegato per la prima volta nel 2012, è proporzionale “rinforzato” e prevede un premio di maggioranza e una soglia di sbarramento. La soglia di sbarramento è fissata al 3% ed è calcolata a livello nazionale. Il premio di maggioranza è fissato in 50 seggi che non è detto che garantiscano la maggioranza assoluta.

Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento e resta in carica cinque anni, per un massimo di due mandati. Per essere eletti occorre avere almeno 40 anni.

La maggioranza richiesta per eleggere il presidente è di 2/3 degli elettori (ossia 200 voti) per le prime due votazioni. Nella terza votazione sono necessari i voti del 60% dei deputati. Se neanche nella terza votazione si procede ad eleggere il presidente, il presidente uscente scioglie il Parlamento ed indice nuove elezioni entro 30 giorni.


Austria

Repubblica democratica federale semipresidenziale. Il ruolo di capo del governo è ricoperto dal Cancelliere federale, mentre quello di capo dello Stato dal Presidente federale. Il potere esecutivo è esercitato sia dai governi locali sia dal governo federale. Il potere legislativo federale è esercitato dalle due camere del parlamento.

Legge elettorale: secondo i principi della rappresentanza proporzionale, per l’elezione dei 183 deputati del Nationalrat


Polonia

Repubblica parlamentare democratica multipartitica, in cui il Primo Ministro è il capo del governo. Il potere esecutivo è esercitato dal governo; quello legislativo è ricoperto sia dal governo, che dalle due camere del Parlamento, il Sejm e il Senato.

Legge elettorale: la camera bassa, la Camera dei deputati, conta 460 membri eletti con un mandato di quattro anni con sistema proporzionale utilizzando il metodo D’Hondt, con una soglia al 5% (8% per le coalizioni; la soglia non si applica per le rappresentanze delle minoranze nazionali).


 

Croazia

Il potere legislativo è attribuito al parlamento, il potere esecutivo è esercitato dal governo e dal presidente della repubblica.
Il Parlamento croato (Hrvatski sabor) è un organismo legislativo unicamerale. I deputati sono eletti mediante voto popolare ogni quattro anni  a suffragio universale e diretto utilizzando il sistema proporzionale (metodo d’Hondt nei collegi plurinominali, soglia di sbarramento al 5% in ogni circoscrizione-collegio elettorale).


Russia

La Federazione Russa è una repubblica federale di tipo semi-presidenziale. La Russia elegge a livello federale un Capo di Stato, il Presidente, e un Parlamento, (l’Assemblea Federale della Federazione Russa).
Il Presidente viene eletto per un mandato di sei anni direttamente dal popolo.
l’Assemblea Federale (Federalnoe Sobranie) è un Parlamento bicamerale.
La Duma (Gosudarstvennaja Duma), la camera bassa, conta 450 membri eletti ogni quattro anni con il sistema proporzionale.
Il Consiglio Federale  conta 170 membri: 2 delegati per ogni regione.

Il Governo della Federazione Russa esercita il potere esecutivo. È formato dal Presidente del Governo della Federazione Russa, dai Vicepresidenti del Governo della Federazione Russa e dai Ministri federali.

Il Presidente della Federazione Russa forma il Gabinetto e nomina il Primo Ministro della Federazione Russa con approvazione della Duma statale.


Ucraina

Repubblica democratica semi-presidenziale, con sistema multipartitico. Il potere esecutivo è esercitato dal governo, mentre il potere legislativo dal Parlamento (Verkhovna Rada).
Il Presidente della Repubblica viene eletto con voto popolare per un mandato di cinque anni. Il Presidente nomina il Primo ministro, che deve essere confermato dal Parlamento. Il governo viene nominato dal Presidente su proposta del Primo Ministro e dopo negoziati con i principali partiti politici parlamentari.
Il Parlamento conta 450 membri, eletti ogni cinque anni con il sistema proporzionale.


Ungheria

Repubblica a sistema parlamentare multi-partitico. Il potere esecutivo è esercitato dal governo guidato da un Primo Ministro; quello legislativo sia dal governo che dal Parlamento (Assemblea Nazionale), che consta di 199 membri eletti ogni quattro anni.

Legge elettorale: Proporzionale con sbarramento al 5% a livello nazionale.

Il Presidente della Repubblica, eletto dall’Assemblea Nazionale ogni cinque anni,  è Comandante in Capo delle forze armate e tra i suoi poteri vi è quello della nomina del Primo Ministro, che deve essere eletto dalla maggioranza dei parlamentari basandosi sulla

Il Primo ministro ha un ruolo di guida nell’esecutivo, in quanto sceglie i ministri del governo ed ha il diritto esclusivo di rimuoverli. Ogni ministro nominato deve superare il voto del Parlamento e deve essere approvato dal Presidente.


Repubblica Ceka

La Repubblica Ceca è una Repubblica democratica parlamentare e multipartitica. Il potere legislativo è detenuto dal Parlamento, che è bicamerale imperfetto.

La Camera dei Deputati, o camera bassa è composta da 200 rappresentanti eletti a per 4 anni con un sistema proporzionale con soglia di sbarramento al 5% dei voti validi.
Il Senato, o camera alta, è composto da 81 senatori, eletti con sistema maggioritario uninominale a doppio turno.

Il potere esecutivo è esercitato dal governo, composto dal Primo ministro e dai ministri. Il primo ministro viene incaricato a formare il governo dal Presidente della Repubblica. Quasi sempre, ma non obbligatoriamente, viene scelto il leader del partito che ha ottenuto più seggi in parlamento. Una volta formato, il governo deve ottenere la fiducia della camera bassa.


 

Slovacchia

La Slovacchia è una repubblica democratica che ha un sistema parlamentare multipartitico. Il potere legislativo è detenuto dal Parlamento, ma può essere esercitato in taluni casi dal governo o direttamente dai cittadini. Il potere esecutivo viene gestito dal governo, diretto dal Primo ministro.

I deputati sono eletti per un periodo di quattro anni sulla base della rappresentazione proporzionale.


 

Estonia

L’Estonia elegge i 101  titolari del potere legislativo a livello nazionale con sistema proporzionale. Il Capo di Stato – il Presidente – è eletto ogni cinque anni dal Parlamento.

Il Primo ministro capo del governo è scelto dal Presidente e conferito dal Parlamento. Solitamente è indicato nel leader del maggior partito o coalizione in Parlamento.


Lituania

La Lituania presenta un sistema multipartitico, con numerosi partiti,  nessuno dei quali ha occasione di ottenere il potere da solo: sono pertanto necessari i governi di coalizione.

Legge elettorale proporzionale.


Lettonia

Repubblica parlamentare. Parlamento eletto con legge proporzionale.

Capo dello Stato eletto dal Parlamento.


Romania

La Romania è una repubblica democratica semipresidenziale nella quale il potere esecutivo viene esercitato fra il presidente e il primo ministro.

Il Presidente è eletto con voto popolare per un massimo di due mandati di 5 anni. Egli è il Capo di Stato incaricato di salvaguardare la costituzione, gli affari esteri e il funzionamento corretto delle autorità pubbliche. Il presidente nomina il primo ministro, che a sua volta sceglie il governo. Quest’ultimo deve essere confermato dal Parlamento con un voto di fiducia.

ll potere legislativo è esercitato dal Parlamento, che è formato da  due camere, il Senat (Senato), che conta 176 membri e la Camera Deputaților (Camera dei Deputati), formata da 412 membri. I membri di entrambe le camere sono scelti in elezioni che si tengono ogni quattro anni con legge elettorale proporzionale.


Bulgaria

La Bulgaria è una repubblica parlamentare. Il capo dello Stato viene eletto a suffragio diretto con metodo maggioritario ed eventuale ballottaggio per un periodo di cinque anni. Il potere legislativo è esercitato dall’Assemblea nazionale, composta da 240 membri, che elegge il Consiglio dei ministri, massimo organismo amministrativo del governo bulgaro.

I  deputati della Assemblea Nazionale sono elettii in collegi plurinominali. 31 parlamentari sono eletti con metodo maggioritario su base regionale, mentre i rimanenti 209 sono eletti su base proporzionale. Per l’elezione dei membri del Parlamento è prevista una clausola di sbarramento del 4%.


Belgio

In Belgio non esistono formazioni politiche attive su scala nazionale; i partiti sono invece espressione delle comunità linguistico-culturali del Paese: fiamminga, vallona e germanica. Il sistema partitico è quindi molto frammentato: in Parlamento sono rappresentati più di dieci partiti.

Il Parlamento federale del Belgio è un parlamento bicamerale formato dalla Camera dei rappresentanti e dal Senato.

Il numero dei seggi della camera è fissato a 150, eletti in 11 collegi elettorali. Questi sono suddivisi secondo i gruppi linguistici. Ogni distretto elegge un certo numero di seggi proporzionale alla popolazionea. Tutti i collegi hanno una soglia del 5% ad eccezione di Bruxelles-Halle-Vilvoorde e Lovanio; tutti i collegi sono monolingue, ad eccezione di Bruxelles-Halle-Vilvoorde, che comprende le 19 municipalità bilingui della Regione di Bruxelles-Capitale, sia 35 municipalità di lingua olandese del Brabante Fiammingo, incluse sei municipalità con facilitazione linguistica per la popolazione di lingua francese.

Il Senato consiste di 71 membri ed esistono quattro categorie di senatori: quelli eletti direttamente, i senatori delle comunità, i senatori cooptati e quelli di diritto.

Legge elettorale per la Camera dei rappresentanti: I seggi sono assegnati ai partiti politici in modo proporzionale secondo il metodo D’Hondt che favorisce leggermente i partiti maggiori e le coalizioni


USA

Gli Stati Uniti d’America sono una repubblica federale seria e collaudata nella quale il potere politico è condiviso fra il Presidente degli Stati Uniti, il Congresso e le corti giudiziarie federali. Allo stesso tempo, il governo federale condivide la sovranità politica con i governi dei singoli Stati che compongono gli Stati Uniti.

Il governo federale degli Stati Uniti è ripartito in tre “poteri” come vuole la dottrina della “separazione dei poteri”, accolta IN PIENO dalla Costituzione statunitense. Ogni “potere” (legislativo, esecutivo e giudiziario) ha la possibilità di agire autonomamente e, allo stesso tempo, di controllare gli altri due poteri. Il sistema costituzionale degli Stati Uniti prevede inoltre che nessuno possa contemporaneamente far parte di due poteri. CHI FA PARTE DEL GOVERNO NON PUO’ CONTEMPORANEAMENTE essere parlamentare.

Il potere legislativo appartiene al Congresso (United States Congress) che consta di due camere:  la Camera dei Rappresentanti (United States House of Representatives) che è composta da 435 membri, ognuno dei quali rimane in carica due anni e viene eletto in rappresentanza di un distretto elettorale. Dall’altro il Senato (United States Senate), formato da 100 membri (due per ogni Stato) che rimangono in carica per sei anni. Le elezioni per il Congresso si svolgono ogni due anni, con le quali si rinnova completamente la composizione della Camera dei Rappresentanti e un terzo dei senatori.

Il potere esecutivo, quello meglio conosciuto da noi, è tenuto dal Governo federale, composto dal Presidente degli Stati Uniti (President of the United States of America), dal Vicepresidente (Vice President of the United States of America) e dal Gabinetto (Cabinet of the United States), cioè il gruppo di “ministri” a capo di ogni settore, Dipartimento, della pubblica amministrazione.

Il Presidente e il Vicepresidente vengono eletti in occasione di elezioni presidenziali separate dalle elezioni per il rinnovo del Congresso. Le presidenziali  si svolgono ogni quattro anni (con il limite massimo di due mandati). I candidati vengono scelti con elezioni primarie all’interno dei partiti. Che sembrano due, i partiti, ma questi sono i più grossi. Poi ce ne sono altri alcuni dei quali se vigesse il proporzionale avrebbero decine di parlamentari.

Quindi il Presidente non può essere certo che durante il suo mandato avrà un Parlamento con la maggioranza del suo partito. In questi casi si parla di “anatra zoppa”- Però meglio zoppa che mal sostenuta. Gli americani, ma non solo loro come abbiamo visto, non hanno il piacere di eleggere il Presidente con la  SUA maggioranza. Non esiste la “sua maggioranza”. Questa è una fesseria che fa parte soltanto del dibattito politico italiano. Se mai, nei sistemi parlamentari esiste il Parlamento con il SUO Presidente del Consiglio o Capo del governo.

Il Presidente USA quindi, può trovarsi in minoranza sia nella Camera dei Rappresentanti sia al Senato. E capita spesso senza che per questo decidano di adottare l’americanum e di cambiare la Costituzione.

Il metodo di elezione dei parlamentari come è noto è il maggioritario semplice.

Il potere giudiziario, a livello federale, è ripartito fra la Corte suprema (Supreme Court of the United States), le Corti d’appello (United States courts of appeals) e le diverse Corti distrettuali (United States district court) sparse sul territorio.

La Corte Suprema è competente a giudicare nei casi in cui è coinvolto il governo federale, nelle dispute giudiziarie fra Stati ed è abilitata ad interpretare la Costituzione degli Stati Uniti, ovvero è in grado di poter giudicare incostituzionale qualsiasi norma o atto amministrativo di qualunque livello (anche statale o locale).

Come il governo nazionale, i sistemi dei singoli stati si compongono in tre branches: esecutivo, legislativo e giudiziario. Il capo dell’esecutivo statale è il governatore, eletto dal popolo, in genere per quattro anni. A parte il Nebraska, che ha un organo legislativo monocamerale, tutti gli stati hanno due camere, in cui la camera alta si chiama generalmente Senato e quella bassa Camera dei Rappresentanti, Camera dei Delegati, oppure Assemblea Generale.

I governi statali hanno il potere di emanare delle proprie leggi e di perseguire i reati in violazione delle stesse. Il X emendamento (della Costituzione), statuisce che «I poteri che la costituzione non attribuisce agli Stati Uniti né inibisce agli Stati, sono riservati ai singoli Stati o al popolo».