Un campione dalla pelle nera

Leone Jacovacci
Leone Jacovacci

Da: Storia della Radio italiana di Giuseppe Picciolo

Il 24 giugno 1928 le stazioni radiofoniche di Roma e Milano furono ancora collegate per trasmettere l’incontro di pugilato tra Mario Bosisio, campione in carica e Leone Jacovacci che si svolgeva allo Stadio Nazionale di Roma. L’evento era importante e molto atteso per le innovazioni tecniche introdotte nel collegamento telefonico, per la scenografia del rinnovato stadio di Roma, ma anche per un altro motivo: Leone Jacovacci aveva la pelle piuttosto scura; era infatti mulatto, di padre italiano e madre congolese. Jacovacci, nato in Congo, era cresciuto a Roma prima con i nonni e poi con la zia. All’età di 16 anni si trasferì in Inghilterra dove si arruolò nell’esercito britannico e intraprese la carriera di pugile con il nome di Jack Walker . Divenne un pugile professionista molto quotato ma non poteva aspirare a nessun titolo perché non era inglese (o forse perché non era bianco). Si trasferì allora a Parigi, città molto cosmopolita e aperta, che all’epoca accoglieva numerosi artisti e sportivi afro americani. A Parigi fu accolto nella scuderia di Descamps e collezionò una serie di 25 vittorie consecutive. Nel 1922 tornò in Italia per affrontare il campione italiano dei pesi medi, Bruno Frattini, al Teatro Carcano di Milano. Sconfitto ai punti nonostante avesse disputato un ottimo incontro, decise di rimanere in Italia e di farsi riconoscere la nazionalità. L’iter fu molto lungo per lo scarso entusiasmo delle autorità per il colore della pelle di Jacovacci. Ma alla fine, cinque anni dopo, poté sfidare il campione d’Italia e d’Europa dei pesi medi.

Alla presenza di 20 mila spettatori con in prima fila i gerarchi del regime l’incontro di Roma del 24 giugno fu vinto ai punti da Jacovacci che divenne campione europeo e nazionale procurando qualche imbarazzo ai cultori della purezza della razza. Nonostante fosse amato dal pubblico dovette subire il boicottaggio del regime. Nei giorni successivi l’incontro, per esempio, i giornali, i cinegiornali e la radio fecero commentare l’incontro soltanto allo sconfitto. Pare che non sia mai stata pubblicata una immagine fotografica o un fotogramma nei cinegiornali del momento della proclamazione del vincitore dell’incontro.

Jacovacci proseguì in Francia la carriera sportiva nel pugilato e poi nel catch. Morì nel 1983 a Milano, dove si era stabilito dopo il ritiro dall’attività e dove viveva facendo il portinaio di uno stabile.

 

Bibliografia

  • Mauro Valeri, Nero di Roma. Storia di Leone Jacovacci, l’invincibile mulatto italico, Roma, Palombi, 2008.