Donna Franca Florio

Donna Franca Jacona della Motta dei baroni di San Giuliano (Palermo, 27 dicembre 1873 – Migliarino Pisano, 10 novembre 1950), fu la moglie dell’industriale Ignazio Florio Jr e uno dei personaggi più noti della belle époque europea.

Dopo il matrimonio Donna Franca diventò in poco tempo la donna più ammirata e amata di Palermo grazie al suo fascino che poggiava su un mix di bellezza, eleganza, modo di essere, intelligenza e generosità. I Florio volevano dare a Palermo e alla Sicilia una dimensione europea, ed è per questo che i due coniugi stringevano amicizie e rapporti ad alto livello in cui fondamentale era il ruolo di Franca che, oltre tutto, conosceva tre lingue.

Con il suo fascino Franca conquistava stuoli di ammiratori e i cronisti mondani dei principali giornali la includevano tra le donne più belle ed ammirate del mondo, Il poeta Gabriele D’Annunzio disse di lei: «È unica. Una creatura che svela in ogni suo movimento un ritmo divino». Il poeta Robert de Montesquiou le dedicò un’ ode. Il suo fascino colpì anche il Kaiser Guglielmo II che la chiamava “La stella d’Italia” e l’anziano imperatore austro-ungarico Francesco Giuseppe. La regina Margherita la nominò Dama di Corte.

Amava molto gli abiti sontuosi e i gioielli che il marito le regalava senza parsimonia (come faceva con le sue amanti, del resto). I suoi abiti erano confezionati dai migliori sarti come il grande couturier parigino di origine britannica Charles F. Worth e i gioielli erano realizzati dai migliori orafi d’Europa come i francesi Lalique e Cartier. Amava anche viaggiare nelle capitali europee e nelle località di villeggiatura più alla moda come Saint-Moritz, Beaulieu-sur-mer, Aix les Bains, Viareggio. Non disdegnava il gioco d’azzardo nei casino.

Nelle dimore dei Florio furono ospiti  i sovrani della Gran Bretagna Edoardo VII con la moglie Alessandra, Francesco Ferdinando arciduca ereditario d’Austria, lo zar Nicola II, il Kaiser Guglielmo II, Maria di Romania, banchieri come Rothschild oltre a numerosi artisti, musicisti e letterati. E verosimilmente personalità importanti ospitavano anche nel lussuoso yacht “Sultana” e nell’Hotel Villa Igiea di loro proprietà..

Donna Franca con il marito Ignazio e i cognati Vincenzo Jr e Giulia,  furono gli animatori della Belle Epoque palermitana promovendo in molte loro iniziative il movimento dell’Art Nouveau, che si manifestava nelle arti decorative e nell’architettura, avvalendosi in particolare dell’opera dell’architetto Ernesto Basile, del pittore Ettore De Maria Bergler, del designer Vittorio Ducrot, del decoratore Rocco Lentini.
Nel 1906 Franca Florio fu la madrina della prima edizione della Targa Florio, la leggendaria gara automobilistica ideata dal cognato Vincenzo.

In seguito al terremoto di Messina del 28 dicembre 1908 prestò  la sua opera come crocerossina per gli infermi  a bordo delle navi di soccorso. Fu convinta pacifista al tempo della Grande Guerra. Con il marito creò i primi  asili nido dentro gli stabilimenti Florio, istituì sovvenzioni e agevolazioni per le madri lavoratrici, promosse un istituto per ciechi a Palermo.

È celebre un suo ritratto, realizzato da Giovanni Boldini, pittore italiano molto apprezzato a Parigi dove viveva, specializzato nei ritratti delle signore del bel mondo europeo. La prima versione del dipinto fu realizzata nel 1901 e dopo alterne vicende, due revisioni dello stasso Boldini e alcuni passaggi di proprietà fa oggi parte di una collezione privata. Nel ritratto Franca Florio esibisce una preziosa collana formata da 365 perle.

Lo scultore Pietro Canonica ne eseguì una scultura del busto a grandezza naturale che si conserva nel Museo Canonica a Roma.

Franca Florio ebbe due figlie: nel 1900 Igiea Costanza e nel 1909 Giulia e subì la perdita di altre due figlie e di un figlio.

Nel primo decennio del Novecento, iniziò il declino dei Florio dovuto ad una serie di cause di ordine economico e politico, ma anche il dispendioso tenore di vita deve aver avuto qualche incidenza. Negli anni Venti Ignazio e Franca saranno costretti a vendere anche i beni di famiglia inclusi i gioielli e la dimora dell’Olivuzza. Ma ancora nel 1921 Franca organizzò lo sfarzoso matrimonio della figlia Igiea con il duca romano Averardo Salviati e nell’aprile del 1925 Franca e Ignazio ricevevano i reali d’Inghilterra, Giorgio V e Maria di Teck a Villa Igiea e pranzavano insieme a loro sulla terrazza dell’albergo.

Donna Franca Florio morì nel 1950, a 77 anni, nella Villa Salviati della figlia Igiea a Migliarino Pisano quando ormai l’impero economico dei Florio si era dissolto.

Nel 2007 il compositore Lorenzo Ferrero ha composto la musica del balletto in due atti Franca Florio, regina di Palermo con la coreografia di Luciano Cannito. Il balletto è stato presentato per la prima volta al Teatro Massimo di Palermo il 22 novembre del 2007 con Carla Fracci nel ruolo della protagonista. Tra i personaggi compaiono il Kaiser Guglielmo II, la Kaiserin Augusta Victoria; re Edoardo VII di Inghilterra, la regina Alexandra, principi russi, Giovanni Boldini, Ignazio Florio, la suocera Giovanna D’Ondes, qualche amante del marito.

 

Boldini Donna Franca Florio
Boldini Donna Franca Florio

Giuseppe Picciolo

 


Fonti

Raleigh Trevelyan, Princes under the volcano, W. Morrow, New York 1973

Archivio storico del quotidiano La Stampa

Archivio storico del Corriere della Sera

Archivio storico del quotidiano la Repubblica

Orazio Cancila, I Florio, storia di una dinastia imprenditoriale, RCS libri, Milano 2008


Alcuni episodi della sua vita

La notte dell’ 8 febbraio 1908 si sviluppò un incendio nel bodoir attiguo alla camera da letto della suocera Giovanna D’Ondes nella casa dei Florio all’Olivuzza. La signora Giovanna e il personale di servizio allertati dal fumo accorsero verso il punto dell’incendio. Ma una preoccupazione colse tutti: al piano superiore già lambito dalle fiamme era la camera della piccola Giulia in quel momento custodita dalla balia. Fortunatamente fu possibile trarla in salvo portandola in altra parte della villa. Ignazio Florio si trovava al teatro Politeama Garibaldi per assistere alle gare di lotta e avvisato per telefono corse subito con la macchina verso casa. Donna Franca partecipava ad una festa in casa del Principe di Trabia e quando fu informata per telefono, temendo per la bambina, fu colta da uno svenimento. Rianimata fu accompagnata a casa da un folto gruppo di amici e amiche. Sul luogo erano intanto giunti anche i vigili del fuoco che dopo qualche ora riuscirono a domare l’incendio.

(Corriere della Sera, 9 febbraio 1908)

 

Nel dicembre del 1922 Donna Franca si trovava a Viareggio per un periodo di vacanze. Aveva notato che due stranieri la seguivano tutto il giorno. Ma non vi aveva dato importanza. La sera però mentre lei si trovava al Casino, qualcuno penetrò nella sua camera d’albergo e portò via tutti i gioelli inclusa la famosa collana di 360 perle. Prima di fuggire il malfattore lasciò le sue impronte digitali sulla pomata contenuta in un vasetto sul tavolino della toilette. I gioelli furono in seguito recuperati.

(Le Populaire, 9 dicembre 1922)

Si narra che nel 1901 era a Palermo la cantante lirica Lina Cavalieri per interpretare la Boheme di Giacomo Puccini al Teatro Massimo. Lina Cavalieri era una donna affascinante e Ignazio Florio non perse l’occasione per corteggiarla sfidando la gelosia di Donna Franca. Questa ingaggiò una claque per fischiare la soprano e così avvenne la sera della prima causando un grande dispiacere alla Cavalieri. Si disse che la famosa collana di 365 perle le fosse stata regalata dal marito proprio per farsi perdonare quella scappatella.

 


Vincenzo Florio Ignazio Florio Jr
Ignazio Florio Sr Vincenzo Florio Jr e la Targa