Vincenzo Florio Jr e la Targa

Vincenzo Florio nato a Palermo il 16 marzo 1883, era il più giovane dei quattro figli di Ignazio Sr. e della baronessa Giovanna d’Ondes Trigona. Vincenzo non mostrava grande interesse a gestire le aziende di famiglia preferendo viaggiare per l’Europa. Mentre era a Parigi, si imbatté in un triciclo a motore De Dion-Buton. Invaghitosene lo acquistò prontamente e lo portò a Palermo. Dopo avere scorazzato per le vie di Palermo provocando meraviglia tra i suoi concittadini gli venne in mente di organizzare una gara con altri mezzi di trasporto allora più diffusi e utilizzati per dimostrare la superiorità della nuova tecnologia. Organizzò quindi una corsa ad handicap tra la sua macchina, un bicicletta e un cavallo. Il ciclista fu il primo a ritirarsi colto da crampi. Vinse però il cavallo perché il motore del triciclo si bloccò per surriscaldamento. Piuttosto che abbattersi per la sconfitta, Vicenzo promise di tornare dal prossimo viaggio in Francia con un’automobile vera e propria. Alla fine però optò per una italiana FIAT più adatta alle strade collinari della Sicilia.

Triciclo a motore De Dion & Buton del 1899
Triciclo a motore De Dion & Buton del 1899

La Fiat insieme alla macchina spedì in Sicilia come meccanico e addestratore un giovane tecnico di nome Felice Nazzaro. Nazzaro e Vincenzo diventarono amici e Nazzaro si lasciò convincere a rimanere in Sicilia per prendersi cura della sua crescente scuderia di automobili di Vincenzo. Presto diverse gare furono organizzate nel Parco della Favorita. Vincenzo decise di ordinare una vera macchina da corsa con la quale competere nelle gare in Italia e nel resto d’Europa. Ma la Fiat essendo Vincenzo ancora troppo giovane non gliela avrebbe venduta senza il permesso scritto del fratello maggiore, Ignazio, e della madre. E questi non ne volevano sapere. Riuscì però ad acquistare una Panhard con la quale vinse la sua prima gara a Padova.

Incoraggiato da questa vittoria si presentò ad un’altra corsa a Brescia, all’insaputa della famiglia, nella quale arrivò terzo. Dopo essere divenuto maggiorenne partecipò ad altre importanti corse in giro per l’Europa come il Kaiserpreis, il primo Gran Premio di Francia e la Gordon Bennett Cup.

Nel 1905 finanziò la “Settimana Motoristica Bresciana istituendo una Coppa per il vincitore, la “Coppa Florio” che si sarebbe tenuta fino al 1929. Il vincitore il 10 settembre a Brescia fu Giovanni Battista Raggio alla guida di una Itala. Vincenzo si classificò al nono posto con una Mercedes.

Sempre nel 1905 Florio fu invitato da Henri Desgrange, direttore del giornale sportivo L’Auto e fondatore del Tour De France di ciclismo che gli propose di organizzare una gara automobilistica in Sicilia. Al suo ritorno a casa, Vincenzo trovò alcuni soci tra gli amici di famiglia e pose le basi per l’organizzazione della gara da svolgersi nelle strade delle Madonie. Florio incaricò anche il gioielliere Lalique di realizzare una targa che doveva essere assegnata al vincitore.

La linea di partenza/arrivo fu posizionata presso la stazione ferroviaria di Buonfornello. I concorrenti sarebbero stati alloggiati a Termini Imerese, presso il Grand Hotel des Thermes.

Il circuito, Grande Circuito delle Madonie, percorreva le strade di montagna immutate da secoli, si estendeva per 149 km (da percorrere tre volte) passando dai 10 m sopra il livello del mare a circa 1120 m al Passo del Bifolco.

Intanto la rivista L’Auto pubblicizzava la corsa e magnificava Palermo e la Sicilia. Il 4 maggio pubblicava in prima pagina un articolo dal titolo: Florio, Sicilia, Paradiso! a firma Pierre Giffard, un grande del giornalismo francese.

L’autore descrive i luoghi da lui visitati come Siracusa, Trapani, Messina, Taormina, le terre dello zolfo visitate tramite l’apposita ferrovia e si sofferma in particolare su Palermo che considera la sua preferita tra le città d’ItaliaCittà ammirevole, con un mare superbo di fronte, con il Monte Pellegrino che la domina. Bella con i suoi palazzi, le sue vie, le sue vecchie chiese, le sue antiche dimore, i suoi ricordi che raccontano anche di noi francesi. Ripercorre quindi la storia imprenditoriale della famiglia Florio fino a Ignazio e Vincenzo.

La prima Targa Florio si svolse il 6 maggio 1906 con la prima vettura partita alle 6:00. Solo dieci vetture si presentarono sulla linea di partenza a causa degli scioperi in Francia e di un ritardo al molo di Genova. Le tribune ospitavano molte migliaia di spettatori e tantissimi altri aspettavano il passaggio delle vetture ai bordi della strada lungo tutto il percorso. I treni provenienti da Catania, Palermo e Messina avevano portato a Buonfornello quasi 50000 persone. Nella tribuna d’onore erano presenti tutte le autorità e i rappresentanti del bel mondo palermitano e siciliano ma erano presenti anche personalità provenienti dal Nord Italia e della Francia. Dopo nove ore la gara si concluse con la vittoria di Alessandro Cagno su Itala ad una velocità media di 46.7 chilometri all’ora. Al secondo posto Ettore Graziani con un’altra Itala. Terzo il francese Paul Bablot alla guida di un Berliet. Madrina della corsa era Donna Franca Florio e fu lei a consegnare al vincitore la preziosa Targa.

Grande circuito delle Madonie
Grande circuito delle Madonie. Utilizzato nelle prime sei edizioni della corsa

Nel 1907 si tenne la 2a Targa Florio il 22 aprile. Quarantacinque vetture iniziarono la gara con l’esordio della Fiat rappresentata da Vincenzo Lancia e Felice Nazzaro. Nazzaro vinse la seconda Targa Florio seguito da Lancia su Fiat e da Maurice Fabry su Itala. Poiché Nazzaro era ben conosciuto a Palermo, la sua vittoria suscitò molto entusiasmo tra gli sportivi locali.

Vittoria di Felice Nazzaro nella Targa Florio 1907
Vittoria di Felice Nazzaro nella Targa Florio 1907

La Targa Florio con alcune interruzioni negli anni delle guerre e con percorsi diversi si è disputata fino al 1977. Nella edizione del 1919 vi partecipò come pilota un giovane Enzo Ferrari alla guida di un vettura della casa automobilistica CMN (Costruzioni Meccaniche Nazionali). Negli anni seguenti Enzo Ferrari sempre come pilota, sarà presente con l’Alfa Romeo.

Enzo Ferrari su Alfa Romeo nella Targa Florio del 1921.
Enzo Ferrari su Alfa Romeo nella Targa Florio del 1921.

Tra i vincitori più famosi ricordiamo Emilio Materassi, Achille Varzi, Tazio Nuvolari, Giulio Masetti, Ernesto Ceirano, Luigi Villoresi, Pietro Taruffi, Stirling Moss, Luigi Musso, Joakim Bonnier , Wolfgang von Trips , Colin Davis, Nino Vaccarella, Joseph Siffert, Arturo Merzario. A partire dal 1978 la gara veniva trasformata in Rally e denominata Rally Targa Florio, mantenendo la numerazione.

Vincenzo Florio, il ciclismo e l’aeronautica

Nel 1907 Vincenzo Florio organizzò il primo giro ciclistico della Sicilia, la prima corsa a tappe italiana, anticipando di due anni la nascita del Giro d’Italia. Quella prima edizione vide la vittoria di Carlo Galetti su Luigi Ganna.

Nel maggio del 1910 nella spianata di Mondello, organizzata da Vincenzo Florio, si tenne la Settimana Aviatoria che attirò un pubblico numeroso. Alla manifestazione partecipò Clemente Ravetto, piemontese d’origine e palermitano d’ adozione, il quale fu il primo aviatore italiano a volare nel cielo di Palermo con un aereo Voisin di costruzione francese. A lui è intitolata una stele in piazza Caboto a Mondello.

Un anno dopo, in occasione del cinquantenario dell’ Unità d’ Italia, Vincenzo Florio organizzò unaltra grande manifestazione aviatoria sulla spianata dell’ Uditore che vide protagonisti tre grandi piloti del tempo: Gustave Weiss, Jules Fischer e Robert Martinet. Vi prese parte anche la prima “donna volante”, Olga Campisi, passeggera sul velivolo di Fischer.

Nel 1913 Vincenzo Florio fondò l’Automobile Club di Sicilia, di cui fu a lungo presidente.

Nel 1916 i Florio divennero soci di Vittorio Ducrot nella società “Vittoria Aeronautica Ducrot” da questo fondata per la costruzione di idrovolanti per la Regia Marina. In seguito diverrà “Società Aeronautica Ducrot & Florio”.

Il 14 settembre 1919, Vincenzo organizzò la “Targa Florio Aeronautica”. una vera e propria gara tra idrovolanti che consisteva nel periplo dell’isola con arrivo e partenza da Palermo e costringeva a superare la quota dei 2000 metri per sorvolare i Monti Peloritani. Vinse la gara il tenente Berardi.  L’ hangar della Società Ducrot a Mondello fu la base operativa.

Il Florio creò anche corse automobilistiche per piccola cilindrata (vetturette), per motoscafi  e molte altre manifestazion ippiche e motociclistiche.

Vincenzo Florio morì a Épernay, il 6 gennaio 1959. Non ebbe figli dalla prima moglie, Annina Alliata di Montereale, che morì molto giovane di colera, né dalla seconda, la francese Lucie Henry.

Giuseppe Picciolo


Fonti

Archivio storico del quotidiano Corriere della Sera

Archivio storico del quotidiano La Stampa

Archivio del quotidiano la Repubblica

Journal L’Auto, Maggio Giugno 1906, Aprile 1907

 


Vincenzo Florio Donna Franca Florio
Ignazio Florio Sr Ignazio Florio Jr