Non solo Florio

La ferrovia Sikelia, Trewhella e Sarauw

Il 30 giugno 1908, a Catania, la Società Trewhella, Baller & C. di Robert Trewhella, Carlo Sarauw e altri, che  aveva la concessione per lo sfruttamento di una serie di giacimenti zolfiferi  in varie zone delle provincie di Enna e di Caltanissetta, veniva trasformata in Società anonima per l’esercizio di miniere ed industrie zolfi, denominata Sikelia, il cui amministratore era Carlo Sarauw. La società era nata con il concorso della Banca Commerciale Italiana.

In seguito all’esigenza di aumentare la produttività delle miniere e la commercializzazione dello zolfo estratto, venne inoltrata all’autorità competente la richiesta di costruire una ferrovia privata Decauville dall’area delle miniere di Castrogiovanni (Enna) alla stazione delle Ferrovie dello Stato di Villarosa. La ferrovia a scartamento ridotto doveva trasportare il minerale di zolfo estratto nell’area, fino alla stazione di Villarosa per esservi quivi caricato sui treni merci a scartamento normale per il trasporto alle raffinerie e alle industrie di lavorazione di Catania o al Porto di Licata. La piccola rete ferroviaria fu costruita dalla stessa società. Nel 1915 la Sikelia si fonderà con la Società Mineraria dando vita all’Unione delle Raffinerie Siciliane (URS)

Robert Trewhella ( italianizzato in Roberto Trivella) era nato a Ludgvan , Cornovaglia, Inghilterra, nel 1830. Era un ingegnere ed appaltatore specializzato in costruzioni ferroviarie ed uno dei principali esercenti minerari in Sicilia orientale.

Trewhella arrivò a Catania al seguito di Garibaldi e si dedicò inizialmente alla estrazione dello zolfo acquistando o prendendo in affitto diverse miniere, in Provincia di Enna e nel bacino di Lercara, tra Caltanissetta e Palermo. Impiantò a Catania varie raffinerie di zolfo e fabbriche di solfuro di carbonio e derivati.

Nel settore ferroviario partecipò a diverse opere: per mezzo della Società Siciliana di Lavori pubblici, da lui fondata, e con i finanziamenti della Caisse de subventions et annuites Gouvernemenales, Provinciales et Comunales di Bruxelles costruì la Ferrovia Circumetnea; su mandato della Narrow Gadge Railwais Company Sicily di Londra. La Ferrovia Circumetnea è una ferrovia a scartamento ridotto che collega Catania con Riposto, compiendo il periplo dell’Etna e passando per diversi centri pedemontani etnei. Il 10 luglio 1898 era interamente percorribile con trazione a vapore e velocità massima di linea ammessa di 27 km/h. Edmondo De Amicis vi compì un viaggio all’inizio del XX secolo di cui rimane il racconto nell’opera «Ricordi di un viaggio in Sicilia». Il 30 maggio 1911 viaggiarono sulla linea i Reali d’Italia, Vittorio Emanuele III ed Elena del Montenegro.

Trewhella realizò anche la Ferrovia Palermo-Corleone, la tratta Leonforte-Villarosa della Catania-Palermo ed altre linee d’interesse prettamente “minerario”. Morì a Catania nel 1909.

 

La famiglia Ingham-Whitaker

Benjamin Ingham arrivò in Sicilia nel 1806 quando era in corso l’occupazione inglese dell’isola, come rappresentante della ditta di famiglia, la Ingham Brothers and Company. Poco dopo il suo arrivo in Sicilia visitò Marsala dove il connazionale John Woodhouse aveva  il suo “baglio” per produrre il vino fortificato Marsala molto apprezzato da Horatio Nelson. Ingham fu così entusiasta dell’attività vinicola di Woodhouse a Marsala che, dopo aver studiato i metodi di produzione del vino, nel 1812 iniziò a costruire il suo “baglio” a poca distanza da quello di Woodhouse.  Si specializzò nella esportazione del Marsala negli Stati Uniti dove aveva un suo rappresentante a Boston.
Baglio Ingham nel 1900
Baglio Ingham nel 1900
Nel 1819 sarà raggiunto dal nipote Joseph Whitaker che diventerà suo socio e la società diventerà Ingham Whitaker and Company.
Benjamin Ingham oltre che nella produzione e vendita del Marsala, era attivo anche nel settore armatoriale e della estrazione dello zolfo. Una sua imbarcazione, il brigantino Sofia di 317 tonnellate, nel 1828 raggiungeva il Nord America, nel 1831 inaugurava la rotta per Odessa nel Mar Nero. Nel corso degli anni trenta acquistò altre navi costituendo la flotta mercantile più numerosa dell’isola. Il suo brigantino Elisa, costruito a Messina, nel 1838 raggiunse Sumatra.
Con le sue attvità Benjamin Ingham costruì un impero commerciale enorme.
Nel 1840 insieme a Vincenzo Florio e ad altri mercanti inglesi ed esponenti dell’aristocrazia siciliana  partecipò alla creazione della compagnia di navigazione “Società dei battelli a vapore siciliani” della quale era gerente.
Benjamin Ingham morìirà nel 1861 e l’attività sarà continuata dal nipote Joseph Whitaker senior.

Joseph Whitaker senior, nato in Gran Bretagna il 7 agosto 1802 da Mary Ingham, si era trasferito a Palermo nel 1819 per collaborare con lo zio Benjamin Ingham nelle attività della Casa di Commercio Ingham & C. e della fabbrica di vini a Marsala. Lo zio Benjamin Ingham non non aveva avuto figli da sua moglie, la duchessa di Santa Rosalia, e per essere aiutato nella gestione dell’azienda vinicola aveva richiamato 5 nipoti dall’Inghilterra.

Il 18 marzo 1837 Joseph Whitaker sposò Eliza Sophia Sanderson, figlia di un altro imprenditore inglese trapiantato a Messina, dalla quale ebbe dodici figli non tutti rimasti in Sicilia. Alla sua morte avvenuta nel 1884, i figli Joseph Isaac, Robert e Joshua gli subentrarono in tutte le sue attività fra cui lo stabilimento vinicolo Ingham-Whitaker di Marsala. Nel 1874 aveva fatto costruire Palazzo Ingham a Palermo. Il palazzo diventerà lo storico “Grand Hotel des Palmes” che nel 1881 sarà dimora di Richard Wagner e della moglie Cosima Liszt (figlia del compositore Franz Liszt). Qui il compositore tedesco completerà il suo Parsifal. E qui riceverà una visita del pittore Pierre-Auguste Renoir per il quale poserà per la realizzazione di un famoso ritratto conservato nel Museo d’Orsay.

A Joseph Whitaker si deve anche la costruzione della Chiesa Anglicana di fronte al “Grand Hotel des Palmes”. L’edificio venne inaugurato il 19 dicembre 1875.

Joseph Isaac Spadafora Whitaker
Joseph Isaac Spadafora Whitaker

Joseph Isaac Spadafora Whitaker, figlio di Joseph Whitaker ed Eliza Sanderson,  aggiunse al proprio cognome quello di Spadafora, che gli proveniva dalla prozia, duchessa Alessandra di Santa Rosalia moglie di Benjamin Ingham senior. Detto familiarmente Pip, sposò Caterina, detta Tina, Scalia, figlia di Alfonso patriota esule in Inghilterra. Joseph si occupò dell’azienda vinicola per qualche tempo, ma contemporaneamente si occupava di altri interessi. Aveva una passione per l’ornitologia che coltivava studiando le specie che poteva osservare in Sicilia e in Tunisia dove spesso si recava. Sugli uccelli della Tunisia pubblicò The birds of Tunisia nel 1905.

A caccia di uccelli andava anche nell’isoletta di San Pantaleo, nello Stagnone di Marsala. Apprese che l’isoletta di San Pantaleo era la Mothia punica dove già erano stati effettuati scavi e dove erano stati ritrovati reperti archeologici fin dal 1793. Ai primi anni del Novecento Joseph acquistò tutta l’isoletta dai contadini che ne possedevano piccoli lotti. Furono scoperte in tutto o in parte, la necropoli, la casa dei mosaici, la casa delle anfore, alcuni tratti della cinta muraria, un santuario di tipo fenicio-punico, parte del tophet, luogo sacro dove si deponevano le ceneri dei bambini sacrificati alla divinità, il  “Kothon”, il bacino per i riti sacri. I materiali di questi scavi, si trovano ora nel Museo realizzato nell’isola dallo stesso Whitaker. Gli scavi furono eseguiti dal Whitaker in maniera correttamente istituzionale sotto la supervisione del Museo Nazionale di Palermo.
La grande avventura dell’archeologia nella quale si era immerso  lo porterà nel 1921 a pubblicare un volume in lingua inglese sulla Mothia punica.

 

Il kothon di Mozia, un bacino idrico utilizzato all'interno dei porti fenici.
Il kothon di Mozia.

A Palermo, dopo il suo matrimonio con Tina Scalia, fece edificare Villa Malfitano Whitaker realizzata dall’architetto Ignazio Greco. In stile neo-rinascimentale sposato con il Liberty, la villa si sviluppa su tre livelli. Nelle sue sale splendidamente decorate e arredate con mobili della ditta Ducrot è conservata una ricca collezione di oggetti d’arte raccolti dal proprietario durante i suoi numerosi viaggi: mobili, quadri, coralli, avori, ventagli, ninnoli esotici, porcellane, arazzi. Diversi dipinti sono di Francesco Lojacono. Tra le sale va segnalata “la sala d’estate” affrescata da Ettore De Maria Bergler. Un piccolo edificio poco distante dalla residenza principale fu destinato a Museo che custodì fino al 1976 la ricca collezione ornitologicai. Al primo piano, dove era l’abitazione privata dei proprietari, si accede attraverso uno scalone, coperto da un lucernario con vetri decorati. Alla base della ringhiera in ferro battuto si trova un leoncino con lo stemma dei Whitaker opera di Mario Rutelli. La Villa è circondata da un grande giardino progettato da Emilio Kunzmann nel quale si trovano piante rare provenienti da tutto il mondo.

 

Villa Malfitano nel 1900
Villa Malfitano nel 1900 (Da In Sicily 1886-1889-1900 di Douglas Sladen 1901)

Joseph Isaac Whitaker morì il 3 novembre 1936.

Tina Scalia, nata a Londra, era la figlia del generale del Regio Esercito Alfonso Scalia, liberale palermitano esule a Londra con il fratello Luigi a seguito dei moti del 1848, e di Giulietta Anichini pure lei nata a Londra e pure lei figlia di un esule italiano, Pompeo Anichini. Tina aveva una molteplicità di interessi che spaziavano dalla musica al canto, alla storia, alle attività più specificatamente sociali come le opere di beneficenza, per cui godeva di ammirazione e stima. Nata nel 1858 e vissuta fino al 1957 attraversò tutta la seconda metà del sec. XIX e la prima metà del secolo XX  essendo testimone del Rsorgimento, del processo di consolidamento dell’unità dell’Italia  e del suo inserimento nella vita europea, di due guerre mondiali, del fascismo, della nascita della Repubblica. Scrisse un libro di memorie storiche, Sicily and England. pubblicato la prima volta nel 1907 che copre il periodo storico che va dal 1848 al 1870.

Al tempo della Belle Époque palermitana, Villa Malfitano è stata la sede di sontuose feste frequentate dall’aristocrazia italiana e britannica e di colti pomeriggi musicali in giardino. Tina Whitaker conosceva Richard Wagner, Benito Mussolini, Edoardo VIII, l’Imperatrice Eugenia e la Regina Mary, il compositore Francesco Paolo Tosti. I Whitaker rivaleggiavano con i Florio nell’ospitare grandi personalità europee.

Tina e Joseph ebbero due figlie, Norina e Delia. Norina sposò il generale Antonio Di Giorgio, che fu ministro italiano della guerra. Delia rimase nubile e si dedicò a continuare l’opera del padre.

Nel 1968 Delia Whitaker fu costretta a donare a un museo a Belfast la ricca collezione ornitologica messa insieme dal padre, bisognosa di manutenzione, dopo che era stata offerta invano alla Regione Siciliana. Attualmente la collezione è custodita in un museo ad Edinburgo.

Giovane di Mozia
Giovane di Mozia

L’attività di Delia Whitaker rese Mozia un sito importante per l’archeologia fenicio-punica, oltre che un’attrazione turistica. In questa attività si avvalse della collaborazione di valenti archeologi come Benedikt Isserlin e Vincenzo Tusa. Nel 1979 grazie agli scavi continuati da Delia fu scoperta la statua marmorea del V secolo “Il giovane di Mozia”, un capolavoro dell’arte greca arcaica, rinvenuto dalla missione dell’Università di Palermo. La statua, in marmo bianco, è alta 181 cm e raffigura un giovane atletico e vigoroso, vestito di una lunga tunica. Per alcuni studiosi rappresenterebbe il dio punico Melqart, ma per altri raffigurerebbe un auriga.

Dopo la morte di Delia, avvenuta nel 1971, Villa Malfitano e l’isola di Mozia venivano a far parte della Fondazione Giuseppe Whitaker, posta sotto il patrocinio dell’Accademia dei Lincei.

 

Joshua detto Joss, fratello di Joseph, sposò Euphrosyne Manuel, detta Effie che era una grande appassionata di tennis e fece costruire tre campi per la pratica di questo sport.  Joshua ed Euphrosyne diedero il via alla costruzione di villa Whitaker in via Cavour, attuale sede della Prefettura di Palermo, su progetto dell’architetto Henry Christian. La figlia Audrie quando aveva dieci anni subì un rapimento a scopo di estorsione. Più tardi Audrie diventerà una violoncellista molto dotata. Audrie sposò il generale Raffaele Pedicini. Un loro figlio, Manfred, nel1941 sarà condannato al carcere per antifascismo.

Robert, altro fratello di Joseph, abitò Villa Sofia, oggi sede di un reparto ospedaliero. Robert sposò Maude Bennet il I marzo 1886, e si stabilì a “Villa Sofia” che era stata acquistata dal padre nel 1850.  La Villa venne ristrutturata da Beaumont Gardner, cognato di Maude.

A a partire dal 1919 la produzione e la vendita dei Marsala della manifattura Ingham-Whitaker subì una notevole flessione, sia per l’entrata in vigore negli U.S.A. del proibizionismo, sia per la concorrenza dei vini spagnoli nel mercato inglese e della concorrenza della casa Florio in Italia. Nel 1925 la produzione e la vendita del marsata Ingham-Whitaker si ridussero a soli 5.000 ettolitri. Nel 1928 la Ingham-Whitaker cedette la maggioranza delle proprie azioni al gruppo finanziario torinese che controllava la Cinzano.

 

Imprenditori dell’Ottocento a Messina

All’inizio dell’Ottocento, con l’occupazione inglese della  Sicilia e il “Blocco Continentale” diversi imprenditori inglesi e di altri paese eruropei impiantarono a Messina la loro attività.

Tra questi vi era Guglielmo Enrico Peirce, commerciante. Sposato con Maria Celesti, messinese, ebbe nove figli. Alcuni di loro (Giovanni, Carlo e Giuseppe) presero parte ai moti risorgimentali del 1847 (a Messina, altrove 1848) e del 1859-60.  L’altro fratello, Giorgio, s’imparentava con una delle più ricche famiglie messinesi del tempo. Il figlio di Giorgio, Guglielmo, dava inizio alle attività finanziarie e imprenditoriali della famiglia fondando con Ernesto Ilardi la “Peirce & Ilardi” che operava ne settore dei traffici marittimi, attività proseguita con un altro socio,  Walter F. Becker con la società“Peirce e Becker” rappresentante di svariate società di navigazione.

Nel 1906 entrava nel grande mercato del trasporto di passeggeri tra Mediterraneo ed Atlantico, creando la “Sicula Americana” (31 ottobre 1906) in società con il fratello Giorgio. Ai mercantili si univano  tre moderni transatlantici che battevano le rotte dell’emigrazione italiana verso le Americhe.
Il terremoto del 1908 fece molte vittime nella famiglia Peirce a tra queste Giorgio con moglie e figli. Guglielmo, sopravvissuto insieme alla sua famiglia, dovette trasferire il cuore della sua attività a Napoli. Nel 1909 una sua proposta di convenzione per i servizi marittimi sovvenzionati, presentata insieme al genovese Parodi, non fu ratificata dal Parlamento. Guglielmo Peirce nel 1912 sarà tra gli azionisti della Società Nazionale dei Servizi Marittimi che aveva rilevato le attività dei Florio nella NGI.

 

William Sanderson era un mercante inglese che all’inizio dell’Ottocento si era stabilito a Messina proveniente da Malta dove si era fermato dopo aver partecipato alle guerre napoleoniche con la flotta di Horatio Nelson. A Messina ebbe l’idea di creare una società per la produzione e la commercializzazione dei derivati agrumari, in particolar modo delle essenze. William Sanderson in società con Arthur Barrett, e i suoi discendenti, il figlio Robert e il nipote William, diffusero gli oli essenziali degli agrumi e altri derivati agrumari  nell’Impero Britannico, e in molti altri paesi del mondo. Nel 1837 una figlia di William Sanderson, Eliza Sophia, sposò Joseph Whitaker.

All’inizio del Novecento i Sanderson erano in buoni rapporti con gli imperiali di Germania che più volte accolsero nelle loro ville del Villaggio Pace in riva al mare e del Villaggio Castanea sui colli Peloritani. Così scriveva il Corriere della Sera nel marzo 1905 in una corrispondenza da Messina: «Gli Imperiali preferirono recarsi alla villa Sanderson, sulla riviera. Presso il villaggio di Pace, ove scesero gli Imperiali, molta folla li salutò cordialmente. La villa Sanderson occupa uno dei più ameni posti lungo lo stretto. La Casa imperiale di Germania ne è innamorala: l’Imperatrice la visita per la seconda volta; l’Imperatore vi si sofferma ogni volta venga in Sicilia». E ancora: «Gli Imperiali giunsero ai colli di Castanea alle 11.30, accolti dal Sindaco del Comune, e dalla Società operaia, con bandiera. Smontarono al villino Sanderson ove vi fu all’aperto una colazione di 30 coperti».

Il panfilo imperiale Hohenzollern
Il panfilo imperiale Hohenzollern

Nelle sue numerose visite a Messina (dal 1896 al 1908) che raggiugeva con il panfilo imperiale Hohenzollern, l’Imperatore Guglielmo II era di solito accompagnato dal Barone Franz Von Wantoch Rekowski che era cognato di William Sanderson nipote del capostipite, avendone sposato la sorella Luisa. Rekowski nel 1905 era Console di Germania a Napoli ed era stato segretario del consolato di Germania a Messina dal 1874 al 1877. Rekowski era stato anche autore di un saggio sulla situazione economica e sociale della Sicilia nella prima metà dell’Ottocento, pubblicato a Berlino nel 1882. Anche nella lunga autobiografia che pubblicò nel 1919 (Aus dem Leben eines Generalkonsuls 1874-1905), Rekowski dedica molte pagine alla Sicilia e a Messina.
Nell’agosto del 1908 William Sanderson, sciolta la società, cedette ad suo collaboratore, Walter Oates, la ditta e il marchio. Oates proseguì l’attività in società con l’italiano Giuseppe Bosurgi e la società assunse la denominazione “Sanderson & Sons, Oates e Bosurgi successori”.

 


Carlo Sarauw apparteneva ad una famiglia danese di nazionalità svizzera  trapiantata a Messina nel 1846. Era titolare della Ferdinand Baller & C, una delle più grosse case esportatrici di agrumi e, in società con Trewhella di derivati agrumari. Le due famiglie Sarauw e Trewhella erano legate da strettissimi rapporti di parentela. Con Trewhella era socio ed amministratore della Società anonima per l’esercizio di miniere ed industrie zolfi, denominata Sikelia.
Dopo il terremoto del 1908 si trasferirà a Catania.

Nel 1909 si costituiva, con capitali tedeschi e con la partecipazione della Banca Commerciale, la Società anonima fabbrica chimica italiana Goldenberg con sede a Messina e stabilimento a Palermo, della quale Carlo Saraw era amministratore delegato. L’azienda produceva acido solforico e acido citrico. Nel 1913 la fabbrica sssumeva il nome di Fabbrica Chimica Arenella dalla localtà dove sorgeva lo stabilimento. Dopo varie vicende lo stabilimento sarà chiuso nel 1965.

 

 

 

 

 

 

 

Fonti

Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, Luglio 1909

Orazio Cancila, Storia dell’industria in Sicilia, Laterza, Roma -Bari, 1995

Raleigh Trevelyan, Princes under the volcano, W. Morrow, New York 1973

Douglas Sladen, In Sicily, 1896-1898-1900, E.P. Dutton & Co., New York 1901

Sebastiano Mario Cicciò, I Peirce: Una famiglia di imprenditori tra Mediterraneo e Atlantico, Edizioni Corab, Gioiosa Ionica 2017

Archivio storico del Corriere della Sera

Archivio storico del quotidiano la Repubblica

Società messinese di Storia Patria, Archivio Storico Messinese Vol. 67, Messina 1994