Art Nouveau in Francia

La Maison de l’Art Nouveau, nota anche come Maison Bing, era una galleria specializzata in arte moderna aperta nel 1895 da Siegfried (Samuel) Bing a Parigi. Le sue vetrine espositive erano state progettate da artisti postimpressionisti, tra cui Henri de Toulouse -Lautrec, e realizzate da Louis Comfort Tiffany. L’architetto belga Henry van de Velde aveva disegnato gli interni. La galleria nel 1900 partecipò all’Esposizione Universale, dove presentò mobili, arazzi e oggetti d’arte.

Siegfried Bing era un mercante d’arte tedesco che viveva a Parigi e che si era affermato con negozi di arte giapponese in cui era particolarmente esperto avendo vissuto in Giappone per alcuni anni. Bing organizzava laboratori di Art Nouveau aperti a molti giovani designer e allestiva esposizioni dei prodotti creati.

 

Emile Gallé (1896-1904) creava vetri, ceramiche e mobili ed è considerato l’artista del vetro più importante del suo tempo.  Le sue creazioni consistevano nella loro interezza di elementi tratti dalla natura. I boschi che lo ispiravano erano quelli della sua provincia, la Lorena, che lui scolpiva e trasformava in motivi ornamentali con tutte le sfumature necessarie per creare intarsi realistici. Erbe, piante, fiori, uccelli e farfalle erano raffigurate nel loro vero aspetto e nel loro colore.

Tavolo 1905 Landesmuseum Darmstadt
Tavolo 1905 Landesmuseum Darmstadt

Buffet in noce, rovere, intarsi in legno verniciato, decorazioni di spighe di grano in bronzo patinato.
Buffet in noce, rovere, intarsi in legno verniciato, decorazioni di spighe di grano in bronzo patinato.

Uomo di grande cultura e dai molteplici interessi, studiava e sperimentava nuove tecniche nelle arti applicate in particolare nella lavorazione del vetro. La più importante innovazione, da lui introdotta nella decorazione intorno al 1898, è l’intarsio del vetro, consistente nell’inserimento a caldo di lamelle o frammenti di vetro alla maniera dell’intarsio in ebanisteria. Una tecnica che consente di realizzare decorazioni molto elaborate con numerose tonalità.

Decorative vase with crysanthemum motif 1896 circaBudapest Museum of Applied Arts
Decorative vase with crysanthemum motif 1896 circaBudapest Museum of Applied Arts
 Vase with clematis flowers 1900 circa Budapest Museum of Applied Arts
Vase with clematis flowers 1900 circa Budapest Museum of Applied Arts

 

 

A partire dal 1890 Gallé cominciò la produzione industriale dei vetri mediante l’incisione ad acido. Anche se prodotti in serie e quindi economici, questi vetri avevano un elevato valore artistico. I Vases parlants erano vetri sui quali  Gallé incideva versi e citazioni letterarie tratte da opere di poeti e scrittori di varie epoche: da Virgilio e Dante ai simbolisti.

Cup 1889
Metropolitan Museum of Art

Vase Les Fonds de la mer Musée de l'Ecole de Nancy
Vase Les Fonds de la mer Musée de l’Ecole de Nancy

I vases de tristesse o vases noires, sono ispirati per lo più al mondo sottomarino, con la presenza di alghe, conchiglie, molluschi e stelle marine. Due famosi vases noires incisi con versi sono Orphée et Eurydice e L’Amour chassant le papillon noir, entrambi creati su disegno dell’amico e collaboratore Victor Prouvé per l’esposizione universale del 1889 e ora conservati  al Musée des Arts Décoratifs di Parigi.

Coupe Rose de France 1901 Musée de l'École de Nancy
Coupe Rose de France 1901 Musée de l’École de Nancy

Vase 'Helianthe',Nancy, 1898, - Bröhan Museum, Berlin
Vase ‘Helianthe’,Nancy, 1898, – Bröhan Museum, Berlin

Molte opere venivano arricchite con materiali preziosi realizzati dai migliori orefici parigini.

Gallé aveva un importante negozio a Nancy. La manifattura aveva anche negozi in altri paesi. Fra i suoi acquirenti vi erano musei, monarchi, mecenati e banchieri come i Rothschild. Il maestro era invitato nei salotti più esclusivi ed era amico di intellettuali, musicisti e artisti fra cui Sarah Bernhardt, i fratelli Goncourt, Verlaine, De Montesquiou, Rodin, Listz e Marcel Proust. Prese parte con successo alle esposizioni parigine del 1889 e del 1900.

Emile Gallé fu il propulsore e cofondatore del movimento de L’Ecole de Nancy nel 1901. Ne erano soci artigiani, artisti e insegnanti. I fondatori definivano così l’École de Nancy “L’alleanza Provinciale delle industrie d’arte, una sorta di unione di industriali dell’arte e di decoratori, che si impegnano a costituire in provincia, per la difesa e lo sviluppo di interessi industriali, dei lavoratori e del commercio del paese, i mezzi di istruzione e cultura per sostenere lo sviluppo delle industrie d’arte “. Alla direzione della Società dell’ Ecole de Nancy furono eletti Emile Gallé presidente, Antonin Daum, Louis Majorelle e Eugène Vallin vice-presidenti.

Gallé era anche membro fondatore a Nancy della Lega dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino. Si schierò a favore del capitano Alfred Dreyfus collaborando con Emile Zola e altre personalità che avevano preso posizione a favore di Dreyfus.

 

Louis Majorelle (1859-1926) decoratore, ebanista, disegnatore di mobili, nel 1901 fu anche lui tra i fondatori della École de Nancy. È conosciuto principalmente per la sua produzione di mobili, nei quali inserì l’elemento del metallo per le decorazioni che realizzava con motivi floreali.

Armchair Nancy 1906, Bröhan Museum, Berlin
Armchair Nancy 1906, Bröhan Museum, Berlin

Grand meuble d'appui nénuphar
Grand meuble d’appui nénuphar

Dal 1878 a Nancy  c’era anche lo studio di cristalleria dei fratelli Daum, Jean, August e Antonin. Nei lavori dei Daum il vetro inciso era spesso combinato con la scultura, e la smaltatura. Le creazioni più complesse presentano inoltre elementi accessori applicati al vetro e motivi ornamentali in forme naturalistiche. La fabbrica inoltre integrava le tecniche di recente sviluppo nella produzione di lampadari, lampade, vasi e altri oggetti d’arte in modo innovativo e creativo.

Nel 1906 l’azienda brevettò la tecnica della pasta di vetro, ideata da Almeric Walter a partire da un antico metodo Egizio. Il vetro in polvere viene modellato e quindi fuso per riscaldamento.

 

Bowl , ca. 1905
Ciotola, ca. 1905

Vaso 1905-1910
Vaso 1905-1910

Victor Prouvé (1856-1943) era pittore, scultore, incisore e illustratore di libri. Realizzò decori di vetreria e per mobili su commissione di Émile Gallé e lavorò anche per conto dei fratelli Daum. Membro e fondatore della scuola di Nancy nel 1901, ne divenne presidente alla morte di Émile Gallé nel 1904. Dal 1919 al 1940 fu direttore della École des beaux-arts de Nancy.

Exposition d'art décoratif de l'Ecole de Nancy à Strasbourg
Exposition d’art décoratif de l’Ecole de Nancy à Strasbourg

 

Il disegnatore e orafo René Lalique (1860-1945) si distinse dapprima nell’ambito dell’Art Nouveau e in seguito in quello dell’Art Déco. Esaltava la natura nell’arte dei gioielli ma il suo repertorio includeva anche altri aspetti ispirati all’arte giapponese. Nato ad Ay nel 1860, nel 1878 Lalique si trasferì a Londra per proseguire il proprio apprendistato iniziato a Parigi. A Londra rimase per due anni. Tornato a Parigi lavorò in qualità di disegnatore mettendo in mostra un proprio stile personale in linea con la nascente Art Nouveau. Nel 1884, fondò con un socio l’impresa “Lalique & Varenne” per fabbricare le proprie creazioni: monili realizzati con materiali nuovi e, spesso, anche poco costosi, come gli smalti traslucidi, pietre semi-preziose quali avorio e pietre dure, incontrando un notevole successo di pubblico. Uno dei motivi più ricorrenti nelle sue creazioni è l’immagine femminile sensuale, conturbante e adornata con fiori, serpenti, insetti.

Nell’ultimo decennio dell’800 in Lalique aumentò l’interesse per il vetro. Disegnava oggetti di vetro di straordinaria bellezza incluse molte varietà di ciotole, vasi, piatti, cofanetti e soprammobili. Lalique lavorava anche per Cartier, famosa casa produttrice di gioielli e orologi, e riscosse un grande successo in occasione dell’esposizione universale di Parigi del 1900.

Brooch 1919 - National Museum of American History
Brooch 1919 – National Museum of American History

Haircomb Ivy Berlin
Haircomb Ivy Berlin

Nadica Metropolitan Museum of Art New York
Nadica Metropolitan Museum of Art New York

Collana Metropolitan Museum of Art di New York
Collana Metropolitan Museum of Art di New York

 

Georges de Feure (1868-1943) era un artista molto versatile, creatore di dipinti, mobili, porcellane e ceramiche, vetri artistici, tappeti, argenteria e gioielli, manifesti. Era anche progettista e designer d’interni.

Era nato a Parigi da padre olandese ma la famiglia si dovette trasferire in Olanda all’inizio della guerra franco-prussiana. Nel 1890 tornò a Parigi dove lavorava come pittore, illustratore e disegnatore di manifesti pubblicitari.

La sua fama come pittore simbolista e come creatore di manifesti spinse il mercante d’arte Siegfried Bing ad affidargli la realizzazione della facciata del padiglione dell’Art Nouveau all’Esposizione universale del 1900 di Parigi.

De Feure divenne rapidamente uno dei migliori designer di Bing per il quale lavorava in tutte le aree dell’arte e del design. I suoi mobili, l’argenteria e gli oggetti di metallo mostravano molte delle stesse caratteristiche della sua arte grafica.

Prima dello scoppio della Grande Guerra, si trasferì in Inghilterra dove lavorò principalmente come scenografo creando set e costumi teatrali. Nel 1928 tornò a Parigi dove fu nominato professore presso l’École Nationale Supérieure Des Beaux-Arts.

La Fumeuse 1908-1910
La Fumeuse 1908-1910

Vetrata per Bing
Vetrata per Bing

Il parigino Jules Chéret (1836-1932) può essere considerato il padre del manifesto moderno. Egli fu tra i primi a comprendere la funzione dell’immagine nel manifesto pubblicitario destinato ad essere esposto in luoghi di passaggio e che quindi deve essere concepito in maniera tale che il suo messaggio possa essere recepito istantaneamente. Sosteneva che un manifesto doveva essere ben visibile; doveva sedurre al primo sguardo; doveva essere al contempo piacevole, in grado di catturare l’attenzione e in grado di far decidere. Nei suoi manifesti riusciva mirabilmente a conciliare valori estetici, sperimentazione tecnica ed efficacia pubblicitaria rappresentando lo spirito del suo tempo

Chéret fu tra i primi ad utilizzare la tecnica della cromolitografia elevando la litografia a forma d’arte. Nei suoi manifesti i colori sono separati e bilanciati, in perfetta armonia l’uno con l’altro.

Il mondo di Chéret è trasmette gioia di vivere, bellezza, sensualità, erotismo. Le figure femminili che utilizzava nei suoi lavori, furono soprannominate Chérettes dal suo cognome, e possono essere considerate le antenate delle moderne modelle pubblicitarie.

Chéret creava anche pannelli decorativi per la casa e dipinti a pastelli e ad olio. Anche in queste opere sono quasi sempre presenti le donne, vestite della vasta gamma di colori di Chéret, con cappellini decorati di fiori e abiti fluenti.

 

Poster 1
Poster 1

Poster 2
Poster 2

 

Alfons Maria Mucha (1860-1939) nato in Moravia (una regione dell’odierna Repubblica Ceca), nel 1887 si trasferì a Parigi, dove diventò uno dei più accreditati pittori dell’Art Nouveau. La sua copiosa produzione include pannelli decorativi, cartelloni pubblicitari, manifesti teatrali (particolarmente importanti quelli per la grande attrice Sarah Bernhardt), copertine per riviste, calendari, illustrazioni librarie e così via. Le linee dalle curvature dolci e dai contorni decisamente marcati sono la caratteristica di questi disegni. I lavori di Mucha spesso raffigurano giovani donne in abiti di stile neoclassico, con i capelli che si piegano in modo dinamico e armonioso, incorniciate dentro motivi floreali.

Summer 1896
Summer 1896

Autumn 1896
Autumn 1896

Eugène Grasset (1841-1917) era un pittore, incisore, pubblicitario e illustratore di origine svizzera. Tra i manifesti più celebri vi sono quello per l’Opéra (1886), per Jeanne D’Arc interpretato da Sarah Bernhardt (1890), per l’inchiostro Marquet (1892).
Il lavoro più importante come illustratore è rappresentato dalle tavole per l’Histoire des quatre fils Aymons del 1883. Nel 1898, progettò un carattere tipografico realizzato dalla fonderia Deberny & Peignot che prese il suo nome (Grasset, appunto).

Poster 1
Poster 1

Poster 2
Poster 2

Élisabeth Sonrel (1874 – 1953) era pittrice e illustratrice. Affascinata dall’arte rinascimentale italiana, in particolare dal Botticelli, era  influenzata dall’arte dei preraffaelliti, dal simbolismo e dall’Art Nouveau. Le sue opere trattano soggetti allegorici, mistici e simbolici, con una certa libertà espressiva del tutto personale, nelle quali ella comprende sia i ritratti che i paesaggi.

Cartolina 1
Cartolina 1

Cartolina 2
Cartolina 2

 

 

L’architetto Hector Guimard (1867-1942) divenne famoso per la realizzazione del Castel Béranger nel 1898. Castel Béranger si può considerare un vero manifesto dell’architettura Art Nouveau, con ogni dettaglio curato dallo stesso architetto, sia all’esterno che all’interno, e numerosi elementi che si rifanno alla natura più fantastica. Guimard disegnò i rivestimenti in gres focato e mattoni, i vetri soffiati, le ringhiere e le porte in ferro battuto, i mobili, le carte da parati, le maniglie delle porte.

Spiccano l’ingresso con due colonne che sembrano arricciate e il cancello asimmetrico con le tipiche linee “a colpo di frusta”. Curiosi sono gli elementi di corredo metallico esterni, come i balconi con mascheroni, i doccioni a forma di draghetto o i fantasiosi cancelli.

Seguirono la casa Coilliot, la villa La Bluette, Castel Henriette (1899), sala da concerto Humbert-de-Romans del 1901, il Castel d’Orgeval (1905) e  lo splendido hotel Nozal nel 1905, quindi l’Hotel Guimard (1909), regalo nuziale alla moglie americana.

Conobbe un grande successo con le sue famose entrate della Metropolitana parigina.

 

Hotel Guimard facciata
Hotel Guimard facciata

Castel Béranger Ingresso
Castel Béranger Ingresso

L’architetto Henri Sauvage (1873-1932)  entrò in contatto con l’Art Nouveau in Belgio lavorando con Paul Hankar. Nel 1898 fondò la sua agenzia.

Nel 1898 fu incaricato da Louis Majorelle della costruzione di una villa a Nancy. Completata nel 1902 gli procurò la celebrità internationale. Nel 1899 decorò due saloni del Café de Paris (oggi non più esistente). All’Esposizione Universale del 1900, realizzò il teatro della danzatrice Loïe Fuller, le Guignol parisien, lo stand di Jolly fils, una officina per la produzione di energia elettrica per l’esposizione e alcuni chioschi nella mostra Art à la Rue organizzata da Frantz Jourdain.

Sauvage fu uno dei primi in Francia con Auguste Perret ad utilizzare il cemento armato nell’architettura domestica, non soltanto come materiale da costruzione, ma come autentico elemento architettonico.

 

Art à la rue era un movimento di riforma sociale al quale aderivano alcuni artisti socialisti e architetti del “Art Nouveau”, come Victor Horta, Hector Guimard e Frantz Jourdain. Gli artisti di “Art à la Rue” erano attivi soprattutto a Bruxelles e Parigi durante l’ultimo decennio del 19° ed i primi anni del 20° secolo. L’obiettivo del movimento era quello di avvicinare la classe operaia all’arte. Le loro idee erano alimentate dal socialismo francese, dalle teorie politiche dell’anarchico russo Pjotr Kropotkin Alexejewitsch e dagli scritti di William Morris.

Essi non erano interessati alla progettazione di ambienti domesticiper la classe media. Era loro intenzione spostare la sfera di azione dell’arte dal museo alla strada. L’arredo urbano era il principale oggetto dei loro interessi. Volevano rendere le città più confortevoli e vivibili, inoltre volevano migliorare la sensibilità estetica delle persone comuni.

Volevano che le strade fossero ravvivate da colori brillanti, e da segni di design artistico per le luci e le fontanelle. Le facciate dei palazzi e i fronti dei negozi erano individuati come elementi particolarmente adatti per trasformare cupe strade in musei gratuiti all’aperto. L’arte doveva essere volutamente accattivante, accessibile e comprensibile a persone di ogni età e livello d’istruzione.

 


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